18. decembar 2012. NOVOSTI. Intervista di B. HADŽIĆ - V. MIJATOVIĆ
Tra i vincitori del premio Alta Nobiltà Umanitaria 2012, c’è Enrico Vigna, autore di decine di articoli, documenti, libri e Presidente dell’Associazione umanitaria SOS YU-SOS KOSOVO METOHIJA.
EV: “ …La mia scelta di vita è sempre stata quella di operare per la verità, di lottare per la giustizia…”
Egli ha visto in Kosovo confini imposti che stanno distruggendo le genti serbe lì presenti. Essi non accettano che ci sia una vendita della propria terra, egli afferma che l'ingiustizia fa male a persone vere, non importa dove accade. Se si distoglie lo sguardo dal quadro offerto dai media occidentali, dalla sua prima esperienza sul posto, egli non ha accettato quello che ha potuto vedere. E vide i serbi in Kosovo uomini e donne che non si sono arresi a ciò che gli veniva imposto ingiustamente. Quest’uomo con la sua Associazione ha aiutato il nostro popolo in Kosovo e Metohija. Egli è Enrico Vinja premiato con una targa speciale per la realizzazione più nobile, che “ Novosti” ha scelto per il suo cinquantesimo anniversario.
Dall’Italia Enrico Vinja negli ultimi dieci anni, si è dedicato ad aiutare i serbi dal Kosovo. Molte volte ha usato la penna in difesa della dignità del popolo della Serbia, della giustizia e della verità, parlando a nome delle persone private di tutti i diritti in Kosovo.
Profondamente toccato dalla sofferenza dei serbi nelle enclavi del Kosovo e delle loro sofferenze, con l’Associazione umanitaria "SOS Kosovo e Metohija". Molte volte è andato in Kosovo portando cibo, soldi, vestiti, materiale scolastico ... La sua Associazione al momento dà aiuto finanziario a quasi 100 famiglie kosovare, famiglie di rapiti, di assassinati o profughe.
“… Le menzogne, dice, a volte lacerano in modo più affilato, di una spada a doppio taglio….”
“… Mi sentivo offeso quando mi sono reso conto come e quanto stavano ingannando la gente con le loro menzogne. Ho deciso di fare del mio meglio per cercare almeno di aiutare queste persone…” Dice Enrico …. In Italia, la popolazione ha ascoltato per dieci anni la verità sul Kosovo che i media occidentali spargevano come veleno. I genitori portavano i loro figli alla Base NATO di Aviano da dove volavano gli aerei che hanno bombardato la Jugoslavia e nelle TV spiegavano come essi bombardavano per una vittoria della democrazia, dei diritti umani e della libertà...”
Enrico ha curato il libro "Dalla Guerra alla l'assedio" e altri come “ Kosovo liberato”. Il primo arrivato in Gorazdevac, l’enclave dove in un'imboscata degli albanesi in riva al fiume Bistrica, uccisero due ragazzi serbi, e ne ferirono altri cinque mentre giocavano. Ha fatto un film/documentario sulla vita dei serbi nelle enclavi. Tutto il denaro ricavato è sempre stato donato alle famiglie nelle enclavi.
“… I Serbi in Kosovo sono sistematicamente angariati, in esilio da anni, rapiti e uccisi, ma rimangono dignitosi. Molti di loro sono diventati i miei migliori amici e fratelli, con cui ho condiviso momenti belli, ho riso, ho ballato, ma anche momenti tristi, versato con loro lacrime per la loro difficile vita….”
Enrico è consapevole che cammina su un filo molto sottile e pericoloso nel Kosovo, a causa dei suoi legami con i serbi; e a causa delle sue coraggiose posizioni pubbliche, in questi dieci anni ha guadagnato molti nemici in Kosovo. Nel frattempo, le autorità del Kosovo secessionista l’hanno dichiarato "persona non grata". Ogni volta che vuole andare in Kosovo deve chiedere la scorta militare KFOR.
Che cos’ è, che una persona può fare per combattere per la verità, contro la macchina dei media in Occidente, gli abbiamo chiesto alla fine?
“…Per esempio Peter Handke ha fatto tanto per i serbi del Kosovo, perché la sua voce conosciuta va lontano, è di vasta portata. Con il programma alla TV italiana fatto dal giornalista Iacona, diverse persone ci hanno chiamato, sorpresi di aver sentito quelle verità. Un individuo non può vincere da solo, ma certamente una battaglia si può vincere, solamente se la verità è dalla sua parte...”
“…Con le recenti condanne e assoluzioni, la corte del TPI dell’Aja penso ha chiarito definitivamente a tutti, che questa è un istituzione politica, un tribunale di parte ed illegale. Non ho mai creduto che sarebbe stato condannato Haradinaj, perché il Tribunale dell'Aja è gestito e finanziato dagli Stati Uniti. Gli stessi paesi che hanno sostenuto i criminali UCK e che hanno appoggiato la mafia in Kosovo, ora gli hanno dato i guanti per coprire le mani insanguinate, e gli hanno regalato abiti costosi per celebrare la “democrazia e la libertà” del Kosovo … sui palcoscenici occidentali …”. Dice Vigna…

Membri dell'Associazione SOS Yugoslavia
Italijan godinama pomaže Srbima na Kosovu
Od Dragana Zečević, Novosti RS, novembar 2012
Najplemenitiji podvig godine: Italijanski publicista i novinar, Enriko Vinja, godinama pomaže i svedoči o životu Srba na KiM. Brojne donacije u novcu, hrani, garderobi... Direktna pomoć za pedesetak porodica...
GANUT teškim životom Srba u izolovanim sredinama na Kosovu i Metohiji, italijanski novinar i publicista Enriko Vinja osnovao je organizaciju „SOS Kosovo i Metohija“. Spisak događaja koji su ga „dotakli“ na Kosmetu je, kaže, gotovo beskonačan. Pomaže koliko može. Već deset godina sakuplja novac, šalje hranu, garderobu, školski pribor... Koristi svaku priliku u italijanskim medijima da tamošnjoj javnosti prenese istinu o Kosmetu i srpskom Enriko poznaje sve njihove probleme. Njegovo Udruženje trenutno novčano pomaže pedeset srpskih porodica, najpre porodice kidnapovanih, sa bolesnom decom, ali i one koje koje žive vam Kosmeta. Ne voli da priča o svojim dobročinstvima, već o prijateljstvu i ljubavi. Čini to umesto njega Enrikova prijateljica Radmila Vulićević, književnica iz Prištine, preko koje je upoznao južnu srpsku pokrajinu i zavoleo i njen narod.
- Nije mu teško da za jedan vikend prevali 1.500 kilometara iz Torina, u Nišu obiđe porodice raseljenih, ode na Kosmet i vrati se nazad. - priča Radmila. - Enriko smatra svojom misijom da prenese istinu o životu i tragediji Srba na ovom prostoru. On je pre svih novinara stigao u Goraždevac, kada su iz zasede Albanci na reci Bistrici ubili dvoje srpske dece, a ranili petoro dok su se kupali. U Orahovcu i Velikoj Hoči snimio je film o životu srpskih mališana, ali i napisao knjigu „Od rata do opsade“, koja sadrži i crteže i misli dece iz ovih enkalva...
Prihodima od prodaje knjige i diskova sa filmom nabavljao je pomoć za porodice o kojima je pisao. Posle svakog posete Kosmetu, gostovao je na italijanskim televizijama. Zahvaljujući njegovom potresnom i ubedljivom svedočenju o tome kako tamo Srbi žive, sticao je brojne pristalice, koji su postajali i donatori Udruženja „SOS Kosovo i Metohija“.
Zbog svojih stavova stekao je Enriko i brojne neprijatelje. Dobijao je pretnje od pripadnika terorističke „Oslobodilačke vojske Kosova“. Kaže to ga nije obeshrabrilo. - Na prostoru bivše Jugoslavije prisutan sam od 1992. godine, ali moje srce i duša su najbliži Kosmetu. Tamo sam prvi put došao 2002. godine. I više nisam ostavljao prijatelje. Sa njima sam se prethodnih godina smejao, plakao, delio zajedničke strahove - priča Enriko, svestan i reči svojih prijatelja da nije bitno šta je doneo, već to što je došao.
Susreti sa tim, kako kaže, jednostavnim ali divnim ljudima, ljudima sa tugom ali i s dostojanstvom, davali su mu nadahnuće.
- Izgubili su sve, ali ne dostojanstvo zbog sopstvene istorije i duha.... Emocije koje sam sa njima podelio i proživeo čine i moj život vrednijim.
Enriko žali što ne može da dolazi još češće.
- Prilikom svakog odlaska sa Kosmeta obuzima me osećaj da napuštam braću, prijatelje, sestre... zatvorenike svetske nepravde. Ne želim da ih ostavljam same. Oni su deo mene, kao i manastir Visoki Dečani. To ostrvo mira okruženo nasiljem, mržnjom i neprijateljstvom, jedna je od mojih najjačih životnih impresija.
ENKLAVE “OTPORA“ Enriko kaže da će uz pomoć Udruženja nastaviti da podržava kosmetske Srbe, pa čak i ako ostane samo jedna enklava „otpora“.
A cura di SOS Yugoslavia – SOS Kosovo Metohija